Vittime, furie e testimoni: Le tre voci di Elettra
Oggi parliamo di: Elettra scritto da: Jennifer Saint, tradotto da: Ginevra Lamberti ed edito da: Sonzogno
nel: 2022
Drammatico, intenso, emotivo
A Sparta vivono due sorelle: la bellissima Elena e l’avveduta Clitennestra le quali sposano a loro volta due fratelli: Menelao, mite e affabile che si sposa con Elena e l’ombroso Agamennone invece riesce a conquistare la risoluta Clitennestra. Tra i due si instaura subito un legame fatto di stima e rispetto reciproco. Ma un bel giorno alle porte di Micene si presenta Menelao. Elena è scappata con uno dei principi della città di Troia, da sempre nelle mire di Agamennone per la posizione geografica favorevole. La scusa del tradimento coniugale dà quindi l’occasione al superbo Agamennone di Micene di riunire tutti i re della Grecia e partire sotto la sua guida per una guerra che promette di essere leggendaria. C’è solo un problema. La flotta non riesce a partire, per mesi rimane a terra aspettando un soffio di vento che sembra non voler spirare mai. Gli indovini hanno parlato: solo un terribile sacrificio può placare l’ira della Dea. Ed è così che il grande Agamennone si macchia dell’omicidio della sua primogenita, Ifigenia. Questo è il momento clou in cui Clitennestra si spezza, sanguina e si trasforma in una furia della vendetta. Il sangue versato su quell'altare, però, non consuma solo la sua ira, ma diventa l'onda d'urto invisibile che ridefinisce i destini delle altre due protagoniste, legandole indissolubilmente allo stesso tragico evento.
Tra le mura di Micene, il sacrificio si traduce per la
giovanissima Elettra, la secondogenita di Agamennone e Clitennestra, in un
lento avvelenamento domestico: incapace di accettare la crudeltà del padre, la
ragazza focalizza il suo sguardo solo sulla metamorfosi della madre. Vede
l'affetto materno evaporare per fare spazio a un odio sordo e ossessivo verso
il re assente; un rancore così corrosivo da spingere Elettra, per reazione, a
idolatrare ciecamente il padre e a nutrire verso Clitennestra un risentimento
speculare che finirà per oscurarle l'anima.
Nel frattempo, al di là dell'Egeo, quel vento pagato a così
caro prezzo spinge finalmente le navi greche verso le coste di Troia, dove ad
attenderle c'è Cassandra, principessa di Troia. I Greci approdano sulla sua
terra, dando il via a una distruzione decennale che culminerà nella caduta della
sua civiltà e nella sua stessa schiavitù a Micene. Il sacrificio di Ifigenia si
rivela così il vero motore immobile del romanzo: distrugge Clitennestra,
corrompe l'infanzia di Elettra e segna la condanna di Cassandra, dimostrando
che ogni singola goccia di quel sangue familiare era destinata a generare solo
dolore.
Questo retelling mitologico è un romanzo corale che ho amato
e divorato grazie ad una prosa molto ben costruita, descrittiva ma mai pedante
e grazie al cambio continuo del punto di vista la narrazione resulta fluida ed
evocativa immergendo il lettore nella storia.
La Saint ha costruito i personaggi femminili in una maniera
impeccabile enfatizzando proprio la loro parte più cupa, arrabbiata e
disperata. La cieca furia che accomuna mamma e figlia è paradossale. Anche se
in tutto il romanzo Elettra si racconta come la copia del padre in realtà è
molto simile alla madre. Caparbia, leale e con un profondo senso di personale
giustizia. Anche se a volte, anzi spesso, avrei voluto prenderla a schiaffi per
farla rinsavire dall’amore cieco verso il padre, ho amato il suo ardore. Lei
combatte la madre perché la vede debole e meschina e soprattutto non sopporta
quella trasformazione che la rende meschina e schiava del lutto per la figlia
prediletta.
Clitennestra è strutturata sin dalle prime pagine. Già quando
è giovanissima e a Sparta si capisce che lei non è la solita principessa delle
fiabe ma stiamo leggendo di una donna strutturata, leale e lucida e riflessiva
nel parlare, che non soffre di inutili capricci e di sentimentalismi. Lei è la
donna che esplode in una rabbia e un odio cieco e furente che la trasforma
nella cattiva della storia. Non ho apprezzato solo la sua cecità di fronte al
dolore dei figli superstiti e alle loro richieste di risposte e di attenzioni
nonostante questo l’ho trovato un personaggio molto reale e autentico in tutte
le sue fragilità.
La terza protagonista è colei che la storia classica ha condannato a una sorta di damnatio memoriae, e che solo grazie a poche autrici come la Saint trova finalmente una collocazione centrale e dignitosa all’interno del mito: Cassandra, conosciuta nel mito solo come profetessa di sventura. La Saint ci restituisce la sua storia intrisa di una tristezza infinita, capace di risvegliare nel lettore una rabbia profonda e di acuire un forte senso di sorellanza. Cassandra non possiede la tempra feroce di Clitennestra o di Elettra, ma proprio come quest'ultima condivide il dramma di essere una figlia 'non vista', seppur per motivi differenti. Se la regina di Micene è pienamente consapevole della forza di sua figlia, in Ecuba – la regina di Troia – ho avvertito invece una sottile gelosia mista a fastidio verso Cassandra, una ragazza giudicata troppo sognante e dotata di una spiccata, quasi fastidiosa emotività.
La sfortunata vita di Cassandra riesce persino a risvegliare l’emotività ormai sopita di Clitennestra. Il loro ultimo incontro, prima della tragica fine comune, è senza dubbio uno dei passaggi più intensi, belli e forti di tutto il romanzo.
Ci troviamo di fronte a tre donne profondamente diverse, il
cui destino è però legato indissolubilmente allo stesso uomo, all’odio e alla
disperazione che gravitano attorno alla sua figura. È un romanzo potente,
capace di lasciare un bell'impatto emotivo nel lettore.
Adoro i romanzi in cui la storia viene elaborata e raccontata
da punti di vista differenti. A mio avviso questo espediente letterario lascia
una fantastica libertà al lettore donandogli la vera possibilità di addentrarsi
nel racconto a 360°.
La storia, magistralmente costruita, si snoda tra dinamiche
familiari complesse, l'imposizione dell'obbedienza coniugale, il disperato
desiderio di affermazione e, soprattutto, la sistematica riscrittura della
rabbia delle donne finora raccontata solo come qualcosa di intrinsecamente
malvagio. Tutte e tre le protagoniste hanno infatti subito lo stesso, ingiusto
destino letterario nei secoli: la tradizione le ha deformate, trasformando Clitennestra
ed Elettra in efferate e spietate assassine prive di morale, e riducendo Cassandra
a una donna patetica e marginale. La Saint compie qui un atto di giustizia
poetica, restituendo a queste donne la complessità, il dolore e la dignità che
il mito aveva strappato loro, senza snaturare la loro fragile umanità.
Personaggi
preferiti: Cassandra e Clitennestra.
⭐⭐⭐⭐⭐ su 5
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Amo la mitologia, conosco la storia di questi personaggi, sono attratta sempre dalle figure femminili e soprattutto dagli intrecci che si creano tra mito e realtà. Non ho questo libro, ma sicuramente lo prenderò. Grazie mille, come sempre dai ottimi consigli di lettura 👍🏼👏🏼👏🏼👏🏼
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