"Clarice gli agnelli hanno smesso di belare?"

 

Oggi parliamo di: "Il silenzio degli Innocenti" scritto da: Thomas Harris

tradotto in Italia da: Roberta Rambelli edito da: Oscar Mondadori nel: 1988

Inquietante, disturbante, angosciante.

Il dottor Hannibal Lecter, lo psichiatra conosciuto anche come “il cannibale”, è rinchiuso nel carcere psichiatrico di massima sicurezza. Schivo e imperturbabile, i pochi che hanno provato ad avvicinarsi a lui hanno rischiato irrimediabilmente la vita. Al suo cospetto viene mandata Clarice Starling, giovane e brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell'Fbi. L’ Intelligence vuole una mano dallo spietato psichiatra per risolvere il caso di una serie di efferati e inquietanti omicidi.

Con la sua semplicità e con la sua intelligenza emotiva Clarice attira Hannibal che accetta di aiutarla ma ad un prezzo: vuole conoscerla nel profondo, sapere i suoi ricordi più intimi e sviscerare i suoi traumi più bui. Tra i due si instaura un feeling che ha del paradossale, una sorta di attrazione tra lupo e agnello. Starling riesce nel suo intento e l’aiuto del cannibale diventa prezioso per smascherare lo spietato serial killer Buffalo Bill e provare a salvare da un destino orrendo la sua ultima vittima.

Bè che dire?! “Il silenzio degli Innocenti”, traduzione italiana dell’originale “The Silence of the Lambs” è uno dei thriller più belli che io abbia letto. Molto più lento come ritmo a mio avviso rispetto ad Hannibal (capitolo successivo della saga) che mi incollò alle sue pagine terrorizzandomi letteralmente. Se “Hannibal” è a tutti gli effetti un thriller che strizza l’occhio al genere horror, questo romanzo è un magistrale thriller psicologico che ancora oggi mi avvolge in un senso di inquietudine ad un paio di mesi dalla sua lettura.


Io sono una grande fan del film ma il romanzo (come al solito) ha superato la trasposizione cinematografica. https://it.wikipedia.org/wiki/Il_silenzio_degli_innocenti_(film).

La prosa non cede a ridondanti assonanze o allegorie, ma è asciutta come l’orrore delle azioni che descrive. I dialoghi di Hannibal sono poi la chiave di lettura del personaggio: freddi e calcolati, senza mai una parola fuori posto, mettono i brividi per la tagliente intelligenza. Vi è un bilanciamento sapientemente costruito tra i dialoghi e le parti riflessive che riesce a far penetrare il lettore totalmente nella storia. “Il silenzio degli Innocenti” non può lasciare assolutamente indifferenti per due motivi in particolare: i personaggi e i temi trattati all’interno di quest’opera.

La figura di Hannibal è totalmente fuori da ogni rappresentazione di killer mai concepita. La sua eleganza, compostezza e raffinata cultura non sono una facciata ma una componente essenziale della sua totale mancanza di empatia. Un’intelligenza lungimirante e spietata che non lascia spazio ad alcuna compassione. Lui incarna il male assoluto che si abbatte ferocemente su tutto ciò che considera rozzo o disturbante, punendo chiunque non sia conforme alla sua personale idea di giustizia e bellezza. Nel mio inconscio io l’ho associato al Conte Dracula di Bram Stoker. Entrambi sono la rivelazione di tutta l’oscurità che ti mangia pezzo dopo pezzo. Ogni volta che ritrovavo il dottore tra le pagine un senso di inquietudine buia mi prendeva il petto.


Clarice Starling, non empatizzare con lei per me era impossibile. È la più brava della classe senza smielate e false modestie. Lei è caparbia e vuole raggiungere l’obiettivo giocando spesso anche un po’ da solista e per questo ha avuto da subito il mio rispetto. Non c’è malizia in lei ma solo profonda necessità di affermare il suo posto in un mondo maschilista e classista e se questo è il suo punto di forza è anche la sua debolezza per cui si trova ad affrontare delle situazioni ben oltre la sua portata. La sua è un’intelligenza emotiva che riesce a catturare l’attenzione anche del più freddo serial killer mai esistito.


E se Hannibal vi fa venire i brividi, Jame Gumb, in “arte” Buffalo Bill vi terrorizzerà. Il suo personaggio è sconcertante. Dalla personalità borderline e squilibrata lui mi ha creato davvero un senso di nausea perché mentre il cannibale è così perfetto nella sua malvagità da sembrare quasi un essere dell’orrore mitico e gotico, lui è brutalmente vicino a tutto quello che conosciamo dai fatti di cronaca. Serial killer e femminicida, la sua violenza gratuita e disgustosa sulle donne scaturisce da una brutale invidia di fondo che a mio avviso trova origini in un odio di genere. Le donne hanno il corpo che lui vorrebbe e quindi rappresentano solo degli involucri di pelle da strappare e indossare come dei vestiti senza anima.

La storia si snoda attraverso una serie di accadimenti e intime riflessioni dei personaggi, capaci di sviscerare tematiche di grande interesse e, purtroppo, ancora estremamente attuali.

Tutto il romanzo è permeato da una coltre di violenza di genere che non si esplica solo nei ripugnanti omicidi perpetrati da Buffalo Bill, ma è continuamente presente nell’approccio del dott. Frederick Chilton verso Clarice, in cui si alternano un rozzo viscidume e una meschina misoginia.

A questo possiamo ricollegare un tema definito negli ultimi anni, come l’oggettificazione del corpo femminile. Buffalo Bill sceglie in maniera capillare le sue vittime soppesandone ogni dettaglio. Sono sempre donne con una fisicità importante e, anche se questa scelta è sicuramente dovuta allo scopo stesso del killer, il corpo della donna viene continuamente ridotto a una merce costante fatta di giudizi, misure e condizioni.



Interessante è anche il tema del classismo economico che da sempre permea il contesto sociale e lavorativo e con cui Clarice combatte suo malgrado da tutta la vita.

Il tema del riscatto sociale e dell’identità di genere poi è la solida base su cui poggia tutto il romanzo. Mentre si legge ci si accorge di come ad un livello socio-psicologico la realtà non sia mutata molto dagli anni ’80 in cui è stato scritto il romanzo.

In conclusione, “the Silence of the Lambs” non è solo un thriller ma è un romanzo psicologico che per definizione durante la lettura entra dentro per non uscire più. La storia, i personaggi e le tematiche con tutta la loro crudeltà rimangono impresse nella mente per lungo tempo.

Personaggi preferiti: Dott. Hannibal Lecter e Clarice Starling.

⭐⭐⭐⭐⭐5




Commenti

  1. Vidi il film appena uscì al cinema e ne rimasi fortemente colpita per la trama così cruenta, superbe le interpretazioni di Hopkins e della Foster. Sicuramente il libro sarà ancora più sconvolgente, non so se lo leggerò, ma devo farti i complimenti per la recensione 👏🏼, hai dettagliato le personalità dei protagonisti in maniera davvero puntuale. Grazie mille e ancora complimenti 👍🏼💯👏🏼

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  2. Ottima recensione che ti introduce alla lettura mettendo in chiara evidenza l'aspetto psicologico di ciascun protagonista. Pur avendo visto il film sono incurosito da come la carta stampata saprà catturare la mia attenzione al pari dello schermo.

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