"Perché non è un luogo. È un limite."
Oggi parliamo di: "Chiudi bene il silenzio" scritto da: A.S Belmonte edito in Self Publishing nel: 2026
Immaginati di ritrovarti improvvisamente in una casa che non conosci, con una maschera e un copione teatrale in mano. Non ricordi nulla di ciò che hai fatto prima di ritrovarti in quella villa sconosciuta. Non ricordi nemmeno il tuo nome. Questo è quello che succede a Less, la protagonista di questo romanzo che si trova ad affrontare una realtà fittizia, in un posto tanto grande quanto occludente. Ma non è sola, in quella casa vivono altri ragazzi che come lei indossano una maschera che nasconde i loro volti. Tutti recitano le parti imposte con il nome di "attore/attrice numero...". Tutto è guidato dal Padrone, entità etera, inquietante e misteriosa. Come un burattinaio gioca con loro, tirando i fili della trama. Disubbidire alle sue regole vuol dire infliggersi un' orribile e sadica punizione. In una villa da cui sembra impossibile uscire, sospesi in una realtà che trasuda finzione, Less non si rassegna, vuole andare via da quel posto ma soprattutto vuole recuperare la memoria del suo passato e per farlo sfiderà se stessa e le regole del Padrone. Tutto viene totalmente rivelato solo alla fine del romanzo.
Un dark fantasy che ha un bel potenziale. La trama non è
scontata e il tutto è permeato da una bella intuizione che fa di questo scritto
una lettura avvincente.
In realtà ho percepito tutta la storia come una classica ma
mai banale allegoria del doppio. Le maschere che ci costringiamo ad indossare,
i copioni che recitiamo nell’ambito familiare e lavorativo e spesso sui social.
Tutto fa parte di una vita che cerchiamo di costruire in maniera costante e
lineare. Il “Padrone” non è nient’altro che la nostra coscienza tramite cui ci
autoinfliggiamo ansie e punizioni quando allentiamo la pressione di essere
costantemente la costruzione di noi stessi.
La scrittura usata da Belmont è fluida piena di dialoghi permette
una lettura scorrevole e veloce.
La descrizione dell’ambientazione è molto suggestiva.
Nonostante si tratti di una grande villa ho sempre avuto la sensazione di
claustrofobia. La costrizione dei personaggi che non possono uscire da quella
casa, i gesti e le parole forzate da un copione lasciano un vero senso di
angoscia nel lettore.
I personaggi sono ben delineati nei loro ruoli, la
protagonista ricalca un po’ il cliché dell’eroina tosta che si ribella al
sistema e che non si piega alle punizioni e grazie alla quale viene svelato il
mistero. Less è accompagnata dal ragazzo bello e tenebroso i cui comportamenti
sembrano essere sempre schivi e borderline e dall’amica che incarna gentilezza
e coraggio.
Avrei voluto però che tutti i personaggi fossero più
strutturati e caratterizzati ancora meglio soprattutto quelli delineati come i
cattivi. Il “Padrone” è una figura molto affascinante ma forse avrei
approfondito di più lui, il perché del suo aspetto e delle sue azioni. È
percepibile come una figura etera e demoniaca allo stesso tempo, interpretata
da me come poc’anzi detto, come una proiezione del nostro lato più oscuro e
implacabile proprio verso noi stessi.
Il finale che è il cuore e la chiave di tutto (e di cui non
vi rivelo assolutamente nulla!) mi è piaciuto molto ma anche quello lo avrei
sviluppato ancora di più.
Ringrazio tantissimo l'autore per aver donato con estrema fiducia il suo romanzo alla mia lettura e sarebbe bello se pensasse ad un seguito per questa storia!
Personaggio preferito: Less e Il Padrone
⭐⭐⭐✬ su 5
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