LA SOLITUDINE DI QUELLO CHE RESTA...
Oggi parliamo di: "Quando le gru volano a sud" scritto da: Lisa Ridzén, tradotto da: Laura Cangemi, letto da: Giuseppe Ragone. Casa Editrice: Neri Pozza edito nel 2025 da Neri Pozza Editore.
Bo ha ottantanove anni e a fargli compagnia ci sono il
suo fedele Sixten e gli assistenti sociali che si alternano durante le lunghe
giornate. Il suo corpo non è più forte e le cose più semplici diventano sempre
più faticose. Ma le cose vanno di male in peggio, il figlio Hans, che prova a
prendersi cura di lui, vuole toglierli la custodia del cane. Padre e figlio non
sono mai andati d’accordo ma prima a mediare tra loro c’era l’amata moglie
Fredrika che ora vive chiusa in una casa di cura a Östersund a causa
dell’alzhaimer. Bo non riesce a rassegnarsi, lei non lo riconosce più e lui sa
che la sua amata compagna è persa per sempre. E mentre tutto volge alla fine e
si fa sempre più prorompete la solitudine e la paura di perdere il suo
adorabile cane conducono il protagonista in un viaggio attraverso la sua vita,
addentrandosi nell’intimità di quei ricordi e di quella felicità data dalla
semplice quotidianità vissuta con Fredrika.
È un romanzo intimo, nostalgico e amaro. Con Bo il
lettore si trova a fare i conti con il tempo, il peggior nemico dell’uomo
perché non ha pietà per nessuno. La fine non è mai riconoscibile, ed
empatizziamo con Bo quando con cocciutaggine non si arrende all’evidente deteriorarsi
del fisico, siamo arrabbiati con Hans per il suo apparente cinismo e ci
assale un profondo senso di solitudine e di vuoto per la malattia irreversibile
della moglie e per la dipartita del miglior amico.
Il rapporto con Hans è il perno attorno a cui si
costruisce tutta la storia. L’incompatibilità tra padre e figlio è il risultato
di anni di silenzi, parole sbagliate e una certa durezza che fa parte del tosto
carattere di Bo. Quando sono insieme, sembrano quasi impacciati, come due
persone che non si conoscono e provano a tutti i costi a piacersi.
La narrazione è eseguita dal punto di vista del protagonista,
in maniera semplice, pulita e asciutta scevra di facili sentimentalismi.
Il ritmo in generale è lento e ci accompagna nel
susseguirsi delle flemmatiche giornate di Bo.
A livello emotivo questo romanzo mi ha toccato
profondamente. L’amore tra il protagonista e la sua compagna mi ha fatto subito
pensare ai miei genitori, anime insperabili, e alla fine della vita a cui
pensiamo sempre con riluttanza e come Bo rifiutiamo di accettare.
Un romanzo che avvolge l’anima del lettore o porta a
riflettere su temi comuni e universali come
l’amore e la morte.
Personaggio preferito: Ture
⭐⭐⭐⭐⭐/5
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