"Non solo sarei stato pronto a morire per un amico, ma l’avrei fatto quasi con gioia..."
Oggi parliamo di: "L’ amico ritrovato", scritto da Fred Uhlman, tradotto da: Mariagiulia Castagnano. Edito da: Feltrinelli Editori nel: 1993
Piccolo romanzo che racchiude in se una forza unica e
spesso rara: l’amicizia.
1932, Stoccarda. Hans è un ragazzo della medio
borghesia, suo padre è uno stimato medico insignito della medaglia al valore
per la sua partecipazione alla Prima Guerra Mondiale in difesa della patria.
Hans non ha molti amici e nella scuola esclusiva che frequenta la maggior parte
sono ragazzini spocchiosi con cui non riesce ad integrarsi. Un giorno però
nella sua classe entra un nuovo studente Konradin von Hohenfels, timido anche
lui e proveniente da una delle più importanti famiglie della Germania
dell’epoca. L’amore per la numismatica sancisce l’amicizia tra i due che
diventa forte e profonda ma a tratti anche sfuggente. Infatti Konradin non
invita mai Hans a casa sua quando sono presenti i genitori e quando capita di
incrociarlo con loro lo evita. Inizia così a farsi strada anche fra i due un
divario che in quegli anni inghiottisce l’Europa in una morsa di terrore e
ignoranza. Hans è ebreo e Konradin viene da una famiglia nazista per cui le
idee di Hitler non gli sembrano del tutto folli. Quando inizia a farsi sempre
più solido il flagello del razzismo Hans viene mandato in America dai genitori
e loro poco dopo si tolgono la vita. Ormai la guerra è finita e Hans vive
stabilmente in America con la sua famiglia e conduce una buona carriera
forense. Della Germania e di Konradin non ne ha più voluto sentir parlare. Un
giorno arriva nel suo studio una lettera da parte del rettore della sua vecchia
scuola di Stoccarda dove chiedono un aiuto economico per tutti gli ex studenti
che hanno dato la vita in guerra. Scorre la lista dei nomi. Konradin è stato
giustiziato perché ha partecipato al complotto contro Hitler.
In poche pagine l’autore tocca argomenti anche di
un’attualità interessante e sconcertante. La crisi adolescenziale e il tema
dell’amicizia, fondamentale e delicato in quella fase di vita dove abbiamo
bisogno di compagni con cui confrontarci e sentirci capiti. Il legame tra Hans
e Konradin è sincero e puro e l’atteggiamento di Konradin ne è una prova
schiacciante. Il sottrarsi ad Hans davanti alla famiglia non è un’offesa ma è
un vero e proprio gesto di protezione verso l’amico e il loro legame che
sarebbe stato oggetto di contestazione e rifiuto da parte della nobile e
razzista famiglia tedesca.
Questo breve romanzo racchiude in se tutta la
drammaticità di un’epoca in cui l’irrazionalità del razzismo si è diffusa come
un’epidemia che ha mietuto milioni di vittime in maniera capillare e repentina.
È quasi commovente e anche tenera la continua fiducia che hanno i genitori di
Hans sino alla fine, verso la loro terra che non è la Palestina ma la Germania.
Hans e la sua famiglia aborrano i sionisti integralisti che rivendicano una
terra abitata da altri popoli perché loro sono prima di tutto tedeschi e poi
ebrei. Questo è un concetto fondamentale e attualissimo in barba a quello che
sta succedendo nel mondo. Uhlman in pochissime righe sottolinea che non tutti
gli ebrei sono sionisti anzi molti di loro trovano aberrante i soprusi voluti e
rivendicati dai sionisti verso una terra che non è la loro. E così è sempre
stato.
Il patos in questo piccolo volume è racchiuso proprio nel sentimento di sgomento provato dalla famiglia di Hans nell' essere rifiutati e rigettati dalla terra di appartenenza, di essere visti
all’improvviso non più come cittadini di quel luogo ma come stranieri e una minaccia per la
patria stessa. I personaggi che in effetti ho adorato per tutta lettura sono
proprio loro, i genitori di Hans, persone comuni, fiduciose ma anche razionali
che di fronte ormai ad una realtà dei fatti innegabile si dimostrano pieni di
un disperato coraggio grazie al quale salvano il figlio ed evitano con
la loro morte l'umiliazione e la brutalità dei campi di concentramento.
Diverso da tutti gli altri romanzi sul tema.
Le righe finali sono commoventi.
⭐⭐⭐⭐⭐ su 5
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