VI ERA IN ME UN'INCREDIBILE ESTATE!

 

Oggi parliamo di: "Oltre l’Inverno" scritto da Isabel Allende, letto per Audible da Viola Graziosi ed edito da Feltrinelli nel 2017

Partiamo dal presupposto che io l’Allende la adoro. Amo le ambientazioni, i personaggi e le vicende familiari che si intrecciano inevitabilmente con la storia dell’America del Sud. Anche questo romanzo a me è piaciuto tantissimo.


È una storia un po’ rocambolesca e degna a mio parere di essere trasportata in un bel film dal finale un po’ surreale, ma che ci fa sperare.

Il romanzo si apre con Lucia, una donna cilena che scopriremo essere espatriata a seguito dell’insediamento del dittatore Pinochet. Lucia porta con sé una storia segnata da battaglie e sofferenze: un fratello scomparso per cause politiche, un grande amore fallito in un matrimonio non riuscito, una battaglia contro il cancro e tanta voglia di andare oltre al freddo inverno. La sua energia la porta ormai sessant'enne a Brooklyn come visiting professor, invitata dal prof.re Richard il quale ha sempre esercitato una certa influenza su di lei. Puntiglioso quanto ipocondriaco, pauroso, spigoloso e schivo, di Richard non immagineremmo mai il suo passato sconvolto da una distruzione familiare e dall’alcool che gli ha completamente stravolto la vita. Per uno sfortunato incedente stradale Richard tampona Evelyn, una ragazza così minuta da sembrare quasi una bambina. Fuggita dal Guatemala dove era diventata preda di una gang malavitosa, Evelyn entrerà come cameriera nella casa di ricchi signori per accudire il figlio disabile. Ben presto scoprirà che il padrone di casa è un malavitoso violento e che i lividi che riporta la moglie non sono accidentali, ma frutto di violenza perpetuata dal marito e che la signora cura con psicofarmaci e omertà. Ma quando Evelyn fa incidente con il prof.re Richard, nel porta-bagliaio della macchina che sta guidando, c’è il cadavere di una donna. Richard si trova quindi suo malgrado ad essere coinvolto in un omicidio per cui si trova costretto a chiedere aiuto a chi in quel momento è la persona a lui più vicina: Lucia. Inizia quindi un’avventura thriller ma dai toni tragicomici e teneri.


I tre personaggi sono descritti molto bene ed è difficile non amare Lucia, provare empatia per Evelyn e avere dei sentimenti altalenanti per Richard. Tutti e tre hanno un passato ispido, pieno di sofferenza e che a volte mi ha messo a dura prova. Attraverso la vita dei protagonisti la Allende ci mette di fronte alle differenti realtà dell’America del Sud, con tutta la sua bellezza, il suo calore, ma anche con la brutalità delle gang e delle dittature che lo rendono ostile ai suoi stessi abitanti. La figura di Lucia io l’ho amata. Un personaggio forte e positivo grazie alla quale la storia ha preso una piega decisamente piacevole.


La storia di Evelyn è un macigno da cui difficilmente ho saputo staccarmi. Esempio della brutalità che impera ancora in molti posti dove la malavita è senza controllo e le autorità sono impotenti, se non addirittura complici. Evelyn, con una famiglia distrutta e un trauma di orribile violenza ha però una resilienza stoica che è quasi scioccante.

Richard mi ha fatto sempre tenerezza, le sue manie e fissazioni sono degne di un personaggio alla Dickens, un piccolo Scrooge di Brooklyn per intenderci. Ma man mano che si scopre il suo passato, il suo cinismo e la sua riservatezza divengono l’arma con cui tenta di proteggersi dalle ingiustizie della vita. In realtà credo che sia il personaggio che stupisca di più e che ha una vera evoluzione durante il racconto.


Mi è piaciuto molto che il romanzo sia scandito dai differenti capitoli dedicati ad ogni singolo personaggio. In questo modo, credo sia stato più facile per me capirli ed empatizzare con loro.

Il linguaggio è fluido, pieno di descrizioni non ridondanti e quindi il racconto ti avvolge e ti immerge. La penna della Allende è colorata e calda.


Sicuramente è una storia dai toni molto romanzati ma ogni tanto credo serva a tutti leggere o nel mio caso ascoltare, qualcosa che ci ricordi che se continuiamo a vivere e resistere a tutte le brutture che la vita ci pone davanti è perché crediamo nella speranza.

⭐⭐⭐⭐⭐/5



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