" TU SEI L' ALBA DI UNA NUOVA ERA"

 

Oggi parliamo di: "L’ Ombra di Seth", scritto da Eleonora Visani Strillozzi

ed edito dalla casa editrice Dialoghi nel 2025


In un boccale inserite 6 bei cucchiai di mitologia dell’antico Egitto, 5 cucchiai di poteri soprannaturali, 8 cucchiai di avventura, 7 cucchiai di battaglie, 3 cucchiai di mistero e un pizzico di splatter ed ecco che avrete "L’ombra di Seth".

Dagli ingredienti è facile immaginare che si tratti di un epic-fantasy (non so se esiste davvero un genere chiamato così) ambientato nell’ antico Egitto dove infatti i protagonisti sono gli dei e semidei del pantheon egizio.



Nebet viene ritrovata priva di sensi in mezzo al deserto da quelli che ben presto diverranno i suoi protettori ovvero l’astuto mercante Iah e il possente fabbro Bahir. Nebet non ricorda nulla del suo passato ma ben presto scoprirà di non essere assolutamente una ragazza comune. Quando le emozioni divengono troppo forti infatti, il suo corpo muta in una specie di fiera felina dalla forza inaudita e dalla rabbia cieca. Ma sebbene ancora non sa questi poteri da dove vengano e chi lei sia davvero, un’oscura presenza incombe sulla vita dell’Egitto e Nebet insieme ai suoi compagni inizia un viaggio nelle terre e nei deserti del florido territorio nord-africano dove incontrerà numerosi personaggi che man mano si riveleranno dei tasselli fondamentali per ricostruire il suo passato. Scopre di essere una semidea il cui scopo è combattere e sconfiggere l’odiato dio Seth, flagello di tutto l’Egitto e un’antica profezia dice che dovrà essere proprio lei a sconfiggerlo. Iah, Bahir e tutti gli altri finalmente si tolgono la “maschera umana” per rivelarsi nel loro vero aspetto divino. Sarà una battaglia all’ultimo sangue dove scenderanno in campo non solo tutte le divinità egiziane ma anche quelle medio orientali per uno scontro a dir poco epico.



La trama è fitta, tutti i personaggi sono ben descritti ma non tutti abbastanza caratterizzati a partire dai protagonisti stessi che ho fatto fatica ad inquadrare subito, ma penso che sia stata una strategia della scrittrice per avvolgere anche loro un po’ nel mistero e incuriosire il lettore fino alla fine.

Sono tutti borderline, non sono totalmente buoni né direttamente cattivi. Nebet passa da un atteggiamento mite, spaesato e quasi infantile a terribile e spietata assassina. Iah non si capisce se sia buono o cattivo fino a quando non si rivelerà nella sua vera entità e Bahir che era l’unico che pensavo di aver capito cambia radicalmente verso la fine. Tutti gli altri invece devo dire rimangono molto superficiali forse perché troppi e quindi poi, per descriverli tutti, il romanzo sarebbe diventato troppo lungo perdendo il punto focale della vicenda.



Il ritmo narrativo è così incalzante che si arriva all’ultima pagina pensando “ma davvero tutta sta roba in poche pagine?” ebbene sì. Dal ritrovamento di Nebet in poi non si capisce più nulla, i fatti e le vicende si susseguono uno dietro l’altro facendo crescere il pathos di questa battaglia che sembra non arrivare mai! Devo essere onesta, a volte ho perso un po’ il filo narrativo e ho dovuto rileggere alcuni passaggi per ricostruire meglio i pezzi. Forse questo è successo perché mi sono soffermata molto sulle descrizioni dei luoghi, realizzate in maniera magistrale. Sembra di essere proprio lì nel deserto, nei lussuosi e intricati palazzi decorati dai bellissimi geroglifici. Ma quello che davvero mi ha incantata sono stati i continui richiami storici e letterali alle fonti scritte lasciate a noi dagli antichi egiziani, come il pezzo sul libro dei morti e tutte le descrizioni dei miti. Questo è quello che da archeologa e appassionata di storia ho davvero apprezzato, riconoscendo dall’altra parte una collega con un bello studio alle spalle sul tema.


Il ritmo narrativo incalzante è dato anche dai tantissimi dialoghi che rendono veloce la lettura e da un linguaggio abbastanza semplice e scorrevole tranne in alcuni punti molto descrittivi che a volte come detto prima, frenano un po’ il ritmo perché ci si concentra inevitabilmente su altro.

Ho adorato l’inserimento non solo della mitologia ma anche gli elementi “magici” che sono da sempre riferiti e collegati alla cultura dell’antico Egitto come le profezie, l’uso di pietre dai poteri magici e i tarocchi.


Detto ciò confesso che mentre andavo avanti con la lettura la mente tendeva a posporre tutto in chiave di graphic novel. Per come sono stati sviluppati i personaggi e le azioni infatti, vedrei tutto super azzeccato per un romanzo grafico con magari dei disegni alla Milo Manara. Confesso che se l’autrice dovesse davvero un giorno realizzare un’opera del genere la comprerei subito perché a mio avviso, funzionerebbe ancora meglio che in chiave tradizionalmente narrativa.

Detto ciò ringrazio l’autrice per avermi coinvolta in questa collaborazione che ha riacceso in me la curiosità su una delle civiltà più affascinanti che siano mai esistite.

⭐⭐⭐,✧/5 

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