Oggi parliamo di: Il Mostruoso Femminile. Il Patriarcato e la paura delle donne. Scritto da: Jude Ellison Sady Doyle, tradotto da Laura Fantoni e ed edito da Edizioni Tlon nel 2019
La donna nasce e si forma nella triade figlia-moglie-madre. Non c’è altro per lei se non la devozione, l’amore incondizionato e l’ubbidienza che deve prima al padre, poi al marito e infine ai figli. Nulla può essere diverso. La sua vita è devoluta non all'appagamento di se stessa ma ai bisogni dell’uomo e d’altronde, la Bibbia insegna che veniamo create solo perché Dio si impietosisce della solitudine del suo figlio prediletto.
Nel saggio che Jude Ellison Sady Doyle ci propone, la figura femminile viene approfondita, sviscerando la sua rappresentazione nella letteratura classica e contemporanea e nella cinematografia, passando ovviamente per gli inquietanti fatti di cronaca che spesso hanno ispirato la settima arte sul tema.
Così i romanzi, i miti, i film e le serie viste e riviste vengono illustrati sotto un’altra luce, e spicca la volontà di mostrare la figura femminile costantemente in un determinato modo: sposa e/o prostituta, angelo e/o demone. Da sempre la donna viene stereotipata in ruoli fissi e ben definiti. Il suo corpo viene mercificato anche nell’ arte dove a farla da padrone sono donne dai fisici perfetti o che mirano ad ottenerlo. In effetti, se ci riflettiamo un attimo, non ho memoria di un film in cui la protagonista sia fuori dai canoni estetici globali e continua ad esserlo per tutto il film. Nei film per il pubblico adolescenziale la ragazza brutta alla fine scopre di poter essere bella come e se non di più delle altre, e conquista il belloccio di turno che l’aveva snobbata fino ad allora. Nei thriller o negli horror poi, gli scenari possibili sono due: la donna è vittima o diviene il mostro questo perché insito nella sua natura diversa e naturalmente sanguinosa rispetto all'uomo. Difatti sono proprio le adolescenti, nella loro fase di crescita e di sviluppo che diventano le impossessate, le predilette vittime del male che le trasforma e suscita paura e delirio poiché in una fase di passaggio che è quella contrassegnata dal ciclo mestruale, da sempre malvisto da tutte le culture sin dall'antichità.
Chi si discosta poi, dal ruolo di moglie ma soprattutto di madre perfetta non avrà altro destino che quello di essere dipinta come la causa del male assoluto, come ci è stato mostrato nella serie tv tratta dalla storia del serial killer Edgeen. L'assassino seriale, è sempre figlio di una madre altrettanto mostruosa e poco importa se il padre era un alcolista e abusava dei figli, la colpa è della donna, sempre. D'altronde non è forse sempre ad una donna che vengono attribuiti i peccati del mondo? Eva e Pandora ne sanno qualcosa. Quindi, la donna viene volutamente trasformata e dipinta come mostro per disattivare il suo vero potenziale distruttivo. La sola esistenza e libertà femminile è una minaccia per l’esistenza del patriarcato. Ed è così che divenimmo tutte Gorgoni, Sirene, streghe, isteriche e assassine e non solo.
Il passo da sposa a prostituta è breve e in entrambi i casi il sopruso viene sempre giustificato. La donna è un essere a sé, diverso dall’uomo e per questo mostruosa nella sua più intima natura.
Questo saggio è ferocemente lucido e anche rivelatore. Irreprensibile il pensiero esposto che è difficile trovare una sola donna al mondo che nella sua vita non sia stata vittima di abusi nel senso più ampio del termine. Abusi fisici e morali destinati a lei proprio in quanto donna e per questo quasi giustificati in una società in cui gli uomini siedono a capotavola nelle proprie abitazioni e nei luoghi di lavoro. La continua sessualizzazione del corpo femminile diviene strumento di potere e abuso stigmatizzato solo quando si deve condannare la vittima ed è così che la frase “se l’è cercata” passa di bocca in bocca.
In effetti, se provassimo a fare una piccola indagine, scopriremmo storie di molestie, catcalling, mobbing, stalking anche nella nostra cerchia ristretta di conoscenze femminili. Storie che trapelano con normalità durante le serate tra amiche o che vengono nascoste e celate per paura dei giudizi e per non turbare più di quanto già non facciano nel quotidiano.
Sono rimasta affascinata dallo stile di scrittura scorrevolissimo il cui tono narrativo mi ha reso facilissimo l’ascolto rapendomi totalmente nonostante il tema così complesso. Ho ammirato anche il coraggio di esplicitare determinati concetti così facilmente additabili come “femministi” nel senso dispregiativo con cui molti utilizzano questo sostantivo.
Le sensazioni che mi ha suscitato sono state delle più varie: la compassione per tutte le vittime di femminicidio, il disgusto per tutte le violenze e i soprusi che ogni giorni persistono e perseguitano donne di tutte le età e rabbia nel pensare a quante volte ognuna di noi ha ringraziato per essere tornata a casa sana e salva, perché nessuno, quella sera, tornando tardi, l’ha inseguita, perché il catcalling non si è trasformato in molestie e abusi fisici e per essere finalmente al sicuro in casa sua. E infine provo un’immensa pena per chi tornando a casa continua ad aver paura per se stessa.
Non vorrei sembrare “la solita femminista” che vuole forzatamente vittimizzare la donna nella società in cui viviamo però le stesse riflessioni che qui vi ho proposto proviamole a fare ad un uomo, a nostro padre, zio, fratello, cugino, amico o chiunque sia di sesso maschile. Le risposte saranno ben diverse, le percentuali di tutti i casi di abuso elencati si abbasseranno e probabilmente molti di loro seppur provando una tenera e sincera compassione per le condizioni di molte, non si rendono nemmeno conto di come la vita di una donna sin dall’infanzia sia improntata sempre sulla protezione di se stessa, perché è così radicata come prevaricazione culturale che a fare scalpore sono solo i casi estremi ed eccezionali, tutti gli altri fanno parte della quotidianità ormai normalizzata.
A parte le mie riflessioni personali, penso che questo saggio dovrebbe essere introdotto (a mio parere insieme ad Ave Mary di Michela Murgia) negli istituti superiori di II grado, perché è attuale e contemporaneo nei suoi esempi e soprattutto per una vera presa di coscienza della società e della condizione femminile, sin da giovanissimi, quando la consapevolezza deve mettere radici profonde e solide per poter cambiare davvero la società.

⭐⭐⭐⭐⭐/5 CONSIGLIATISSIMO!






Quando nasci donna hai già il tuo destino segnato, c è poco da fare, devi fare attenzione sempre, devi dimostrare sempre,devi discernere sempre come figlia, come amica, come sposa, come madre, come impiegata, o come imprenditrice...sei sempre sotto il mirino.. questo libro mi intriga 👍🏼👍🏼
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